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martedì 17 novembre 2009

LE CERAMICHE DI GIACOMO ALESSI

Dal sito di Silvana Editoriale:

"Questo volume rappresenta un omaggio alla più alta manifestazione della lavorazione ceramica – che, nella forma di un artigianato d’eccezione, è capace di affermarsi come vera e propria espressione artistica – e a un suo grandissimo interprete: Giacomo Alessi.
Nato non a caso a Caltagirone, una delle capitali mondiali della terra cotta, Giacomo Alessi è un raro esempio di eccellenza e creatività, un artista della ceramica che ha saputo attingere a una tradizione millenaria e nello stesso tempo a innovarla, tracciando la strada per un futuro che si appalesa come ricco di promesse.
Alessi infatti ha rivisitato forme, stili, decori, simboli, persino concetti astratti, dando alle opere ceramiche calatine nuova linfa, nuova vita.
La figura di Alessi, come artista e come uomo, è raccontata nel volume attraverso sedici ritratti, tracciati da personalità appartenenti a vari mondi – intellettuali, giornalisti, stilisti, critici, studiosi, archeologi, scrittori, artisti, manager – che ben conoscono la sua produzione.
Ai testi si alternano le immagini delle più significative opere di Giacomo Alessi, alcune realizzate da grandi fotografi: in tutte – sono circa centocinquanta – il titolo è in dialetto siciliano, scelto dall’artista e sempre evocativo, pungente, ironico e persino geniale".


Presto online il mio racconto pubblicato sul catalogo.

venerdì 26 ottobre 2007

I DIAVOLI: PRIMA TAPPA, SIRACUSA


Ho chiesto alla Rizzoli, la casa editrice del mio nuovo romanzo, I Diavoli di Melùsa, di collaborare con Legambiente e di aggiungere, alle ordinarie presentazioni del libro, alcuni eventi in quei luoghi d'Italia nei quali le devastazioni ambientali hanno provocato maggior sofferenza: degli incontri che, a partire dal romanzo, raccontino del Passaggio, di quel tempo in cui si scelse di rinunciare al Passato in nome di un Futuro indistinto.
Inizieremo domani pomeriggio, a Siracusa: luogo simbolo, al centro del Val di Noto.
Nella Sicilia Orientale, e per la precisione da Gela verso Oriente, sono tanti i luoghi da risanare: Augusta, Melilli, Priolo, la stessa Gela e tanti altri.
Un tempo, laddove ora sorgono gli stabilimenti petrolchimici, le raffinerie, c'erano le dune modulate dal vento, le spiagge assolate, i casali di pesca, le campagne coltivate a grano, le masserie.
Mi hanno raccontato che, per un soffio, per un alito miracoloso, la Sicilia non ha ceduto, alle compagnie multinazionali, anche le spiagge di Marzamemi e di San Vito Lo Capo. Era tutto pronto. Stabilimenti, strade e speculazioni. E poi, la solita trafila: inquinamento delle falde, sversamenti a mare, modificazioni del dna, aborti, tumori.
Ci saranno persone diverse, domani pomeriggio, nella Sala dedicata ad Archimede, al Palazzo Comunale - per ruolo, cultura, convinzioni - unite dalla consapevolezza che l'onore perduto della Sicilia si riacquista solo a partire dal risanamento ambientale.
Un popolo che perde l'aria che respira, la terra sulla quale cammina, i colori degli alberi e l'odore del mare, non sa più distinguere tra il bene e il male, ed è preda del Caos, della violenza.
Vale per la Sicilia, vale per il Pianeta.
Siracusa è la prima tappa di questo viaggio, che toccherà Piombino, Porto Marghera, Taranto. E altre città.

lunedì 3 settembre 2007

TUTTA UN'ALTRA ITALIA



Dalla faticosa e appassionata ricostruzione giornalistica degli scenari di ideazione, realizzazione e copertura delle responsabilità della Strage di Bologna (2 agosto 1980), firmata da Riccardo Bocca, "Tutta un'altra strage" (BUR), non traggo certezze. Solo qualche considerazione, d'ordine generale.
La Strage di Bologna fu probabilmente lo strumento utilizzato da qualcuno per suonar la ritirata, la fine della Strategia della Tensione.
Molti intellettuali, testimoni irresponsabili di troppe morti, avrebbero dovuto dimettersi dalla loro carica - d'intellettuali, sull'esempio di Asor Rosa - almeno una quarantina d'anni fa.
La capacità di dissimulazione della nostra classe dirigente è davvero infinita (che straordinari depistaggi, sulle ragioni di quell'orrore descritto da Bocca).
La guerra fredda è stata forse servita, qui in Italia, ben oltre le reali necessità di Usa ed Urss (c'erano interessi pratici, da difendere, e non solo ideali).
La stupidità dei protagonisti del terrorismo di sinistra e di destra è stata seconda soltanto alla violenza di cui sono stati capaci (quei proclami: che stoltezze!).
Quanta poca memoria il nostro popolo sa conservare dei propri morti, e quanti assassini, oggi, vanno in giro a raccontar frottole sui loro meravigliosi anni di piombo.

venerdì 24 agosto 2007

IL MASSACRO DELLA CIVILTA'


Le pagine sui massacri di uomini e bambini sono particolarmente dettagliate. E gli assassini sono descritti in modo verosimile: uomini di poca sostanza, armati di spade e baionette e contaminati dal fanatismo religioso e dal nazionalismo.
La Masseria delle Allodole, di Antonia Arslan, è un libro d'una famiglia narrativa inquieta, che negli ultimi anni s'è accresciuta di qualche titolo: Koba il Terribile, anzitutto, di Martin Amis.
Il doppio genocidio armeno, svoltosi tra il 1894 e il 1915 e tradotto su pellicola dai Fratelli Taviani, è ancora negato dal governo turco (che ha anche vietato la traduzione del romanzo di Antonia Arslan).
Temo il riaccendersi di vecchi focolai.
Leggo che un Ministro di Ankara, musulmano, ha licenziato su due piedi un Ambasciatore del suo paese reo d'averlo indotto nel peccato, servendogli, al proprio desco, un risotto che conteneva un po' di vino.
Penso all'uomo di Nazareth, alla sua sacrosanta cacciata dei Mercanti dal Tempio, e mi sorprendo a considerare che, oggi, dovremmo pure cacciare i Sacerdoti dal Mercato.