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domenica 18 settembre 2011

UNIVERSAL PALERMO

In questi giorni, Palermo è scossa da un dibattito su un romanzo che la racconti in modo universale. Esistono idee diverse, al riguardo. Io sento un certo afrore: di inchiostro moscovita, o newyorkese. Non so. Vaghi ricordi. Perciò, mi spiego a modo mio. Con la traccia di un romanzo universale.

Soggetto.

Due gemelli di 14 anni, nati alla periferia di Palermo e universalmente appassionati di Spinoza e letteratura afroamericana, vengono scippati lungo la strada per la scuola: frequentano un alberghiero a indirizzo macrobiotico. Per ottenere la restituzione degli zaini, si rivolgono ad un boss condominiale e pagano un pizzo universale in lezioni private. Divenuti adulti, leader di una potente banca d'affari olandese, comprano il loro quartiere, lo spianano e ne fanno un campo da golf miliardario. Il figlio del boss viene assunto come raccattapalle. Il significato è universale e la mafia viene finalmente sprovincializzata. Titolo possibile: Due palle (da golf).

lunedì 27 luglio 2009

LA ROVINA DI ROMA

Consigli di lettura: "La rovina romana", di Carmine Fotia, pubblicato da Gaffi. Romanzo sulla storia possibile, tra qualche anno. Una città, Roma, travolta dalla paura, dalla xenofobia, sceglie d'esser governata dai Legionari, un gruppo politico d'estrema destra. Intrighi e violenze, del genere al quale la cronaca di questi anni ci ha abituato. La misura è quella romantica del pamphlet: romantica giacché l'autore vuol esprimere un'opinione con un libro, in un tempo in cui le opinioni degradano ad insulti televisivi, urla e slogan. Fotia coglie lo spirito del tempo, con questo libro, e annuncia, a mio parere, la necessità di un romanzo politico.

giovedì 17 gennaio 2008

CAROLA, IL TERREMOTO E IL GARIBALDI



A proposito di libri e di storia, di storie. Comprerò L'Infanzia è un terremoto, di Carola Susani. Racconta del Belice. Carola è uno dei miei ricordi di scuola. Del Garibaldi. Insieme ad Anna, Ciccio, Daniele, Davide, Fabio, Federica, Francesco, Gigi, Marcella, Marcello, Milena, Nando, Olivia, Sandro, Simone. E a tantissimi altri. Anche questa è una storia. Ora il mio Liceo sembra nuovissimo. Non lo era, un quarto di secolo fa. Ha anche le luci gialle, calde, monumentali. Allora, però, era caldissimo.

venerdì 26 ottobre 2007

ALCAMO, I LIBRI E LE ETICHETTE


Ho partecipato qualche giorno fa al Festival di Letteratura Cieli Letterari di Alcamo, promosso dalla Pro Loco e culminato, domenica 21 ottobre, nel Primo premio letterario intitolato a Ciullo d'Alcamo (Cielo, si diceva nelle nostre scuole).
Il programma mi ha regalato una conversazione con Santo Piazzese, amato autore palermitano ed eccellente osservatore della nostra città.
Un anno fa, l'ideatore e organizzatore della Rassegna, Vito Lanzarone, che di mestiere fa il libraio, aveva promosso degli incontri letterari nelle scuole di Alcamo. E mi aveva della sua idea di far fare, a quella rete di relazioni messa su con fatica ed entusiasmo, per la sua città, un salto di qualità.
Mi pare che ci sia riuscito.
Lanzarone ha coinvolto tanti autori, più o meno famosi, e in tanti hanno assistito alle manifestazioni, lettori alcamesi e delle città vicine; da Palermo c'è chi ha deciso di far qualche chilometro in più del solito, la sera, per assistere agli incontri.
Ai corsi di scrittura, poi, si sono iscritti in 180.
Domenica, a conclusione della manifestazione, la proiezione del bel documentario di Floriano Franzetti (A proposito di Palermo: gli scrittori del mistero) e dell'intervista, in video, ad Andrea Camilleri, e ancora, la premiazione della casa editrice Sellerio (con la consegna del premio nelle mani di Antonio Sellerio).
Tra i tanti scrittori, vorrei ricordarne uno soltanto (oltre al Maestro empedoclino): Nino Vetri, che ha da poco pubblicato, proprio con Sellerio, il suo primo libro: Le ultime ore dei miei occhiali. Non è un romanzo, e non è un noir. E' fuori da queste ed altre categorie. Ed è molto bello, soprattutto.
Per Alcamo, è una chance in più, quest'attivismo culturale, che aveva già un punto di forza in Giuseppe Cutino, regista teatrale e direttore di Artisti per Alcamo. E' la conferma che in provincia, talvolta, si può far meglio che nelle città più grandi.
Potrei finire qua, se non dovessi dar conto di una notazione - in tempi di magra per il parastato, un'istituzione che sa d'archeologia come la Pro Loco suscita un Amarcord dell'Italietta alla Fabrizi e Billi & Riva - e di un piccolo appello: perché non la finiamo con l'etichetta dei noiristi palermitani? Sarà pure elegante, il nero, ma non puoi indossarlo ogni giorno, in ogni stagione. Franzetti ha usato la dizione scrittori del mistero. Mi pare azzeccata.