

Prima o poi, la Terra sarà travolta dal collasso del Sole. Non si può fare a meno di cercar consolazione in una battuta di Woody Allen: "Cosa conosciamo? Cioè cosa siamo sicuri di conoscere, o sicuri che conosciamo di aver conosciuto, se pure è conoscibile? Possiamo conoscere l'Universo? Mio Dio, è già così difficile non perdersi a Chinatown".
Sul sito del Corriere della Sera leggo che un ricercatore ha trovato la prova dell'esistenza della "materia oscura", e che quel che conosciamo è appena il 4% dell'universo. Ci sfuggono il 73%, l'energia oscura, e il restante 23%: la materia oscura, per l'appunto.
A me, pare una stima ancora eccessivamente ottimista.
Mi sembra di ricordare che alcuni scienziati abbiano espresso l'opinione che tutto ricomincerà daccapo: espansione, contrazione, nuovo big bang e altro ciclo. Un eterno ritorno.
Chissà se saremo ancora noi i protagonisti del copione. Se ripeteremo gli stessi errori. Se riproveremo gli stessi momenti di felicità. Se avremo un'altra chance.
Forse, nell'infinita variabilità dell'Infinito, ci sarà un numero incalcolabile di repliche del suddetto copione, con un numero incalcolabile di variazioni.
Ne deduco che bisogna stare attenti a trattar male il vicino, il collega, l'avversario politico.
Prima o poi, ce lo ritroveremo in veste di cognato, seduto accanto a noi, al pranzo della domenica, e sul divano, a commentare l'ennesima sconfitta del Palermo.
Se di sesso o inclinazione diversa, sarà solo questione di tempo, e vivremo con lui o con lei una fantastica storia d'amore.
La foto è tratta dal sito del Corriere, e ritrae l'anello luminoso che rivela la presenza della "materia oscura". E' quella senza occhiali.