mercoledì 22 agosto 2007

AL PIROMANE IGNOTO


Pensavo, nei giorni scorsi, al primo Post dopo il rientro: sarebbe stato una miscellanea di piccoli eventi.
In testa a tutti, l'editoriale con il quale il direttore della Gazzetta dello Sport si scusava con i lettori di una notizia parzialmente infondata: un'eccezione assoluta, nel panorama giornalistico italiano, ammettere d'avere avuto torto.
E poi, la politica - con la conclusione della parabola di Daniele Capezzone, dal trasversalismo dei Volenterosi alla ricerca di una cadrega nel Centro Destra (nel Centro Sinistra sarebbe stato lo stesso) - e il sangue di tanti omicidi in famiglia.
Ma questo 22 agosto ha cambiato tutto.
E il primo Post voglio dedicarlo al Piromane Ignoto: all'assassino di tre innocenti carbonizzati in un agriturismo a Patti; al distruttore di Cefalù e di mille altri boschi siciliani.
Agisce nella completa certezza della propria impunità. Conta sull'inefficienza dei soccorsi. E' tra gli uomini una manifestazione del Male: è la Peste, è il Diavolo.
Importano poco le eventuali motivazioni pratiche delle sue azioni: qualche giornata in più con la Forestale, degli intenti speculativi, una strategia mafiosa.
La Follia di chi dà fuoco ad un bosco o ad un campo coltivato non si lascia affievolire dalle cose terrene.
Ora si discuterà a vuoto, per qualche giorno, uno o due al massimo, d'aumentare le pene detentive per questi matti, o miserabili.
E invece. I savi. I giusti.
Cos'hanno fatto per impedire quel che è accaduto?
Quanti Canadair servirebbero in Sicilia? E a cosa serve la Forestale, se siamo privi di una Riserva Regionale in grado di mobilitarsi presto ed efficacemente a scopi di Protezione Civile?
E noi, a cosa stiamo pensando, oggi? Al mondo che abbiamo fin qui conosciuto o a quello che verrà? Siamo in grado di affrontare le conseguenze delle mutazioni climatiche?
Considero i matti e i miserabili né più né meno che delle variabili territoriali: in Sicilia, forse, più frequenti che altrove.
Ma sono i savi, i giusti, a farmi arrabbiare di più.

2 commenti:

Roberto ha detto...

I savi? I giusti? Chi sono? Me lo chiedo ma sinceramente non so darmi una risposta. Semplicemente, forse, perchè in questa Regione non ci sono nè savi nè giusti. Io credo, piuttosto che questi fuochi siano un segnale divino. Una sorta di monito divino: o cambiate - sembra dirci - o brucerete nel fuoco dell'inferno per l'eternità. Il tutto mentre il nostro presidente sta facendo il faticoso cammino verso Santiago. Non discuto dell'opportunità di questo viaggio ma mi chiedo se ci sia un legame, tra queste due cose. Il piromane ignoto lei lo chiama. No, io toglierei Ignoto. I piromani siamo noi, tutti noi. Siamo noi che al mattino non salutiamo quasi il nostro vicino di casa. Siamo noi che strombazziamo per le vie di questa Regione e non ci fermiamo un attimo a guardarci dentro. Siamo noi i piromani della nostra coscienza, della nostra vita chiusa tra le quattro mura di casa e ci basta così. Noi siamo frutto dell'indifferenza di questa esistenza che scorre sui binari lunghi, lunghissimi dove ogni tanto un alito di vento, una speranza ci fa scorgere un futuro che poi si arresta. E' la sensazione che ho avuto davanti al fuoco. Il fuoco come purificazione. Il fuoco sempre nella zona dei nebrodi come se quella fosse una zona da estirpare, qualcosa che non doveva esserci e che c'è.
Ieri ho assistito, abbiamo assistito alle prove generali dell'inferno. Io mi auguro che i diavoli, ovunque siano lo spengano.
E mi congratulo con i suoi post. Lei ha una caratura morale, una fermezza di opinioni e una lungimiranza che è difficile da paragonare, oggi come oggi. Continui così, e continui a farci vedere le cose con obiettività, spogliate da parole inutili, stupide e che non portano da nessuna parte.

Davide Camarrone ha detto...

Io non credo al fuoco come purificazione. E non mi auguro che siano i diavoli a spegnerlo. In questo momento, ci sono tante persone per bene che stanno lavorando. I diavoli lasciamoli all'inferno.