lunedì 4 febbraio 2008

IL RACCONTO DEL DIETRO

Leggo sul sito di un famoso quotidiano dei consigli per l'acquisto (oggi) di cosette del tutto insignificanti che (domani) certamente varranno molto.
Una profezia!
Leggo anche del tempo che probabilmente durerà il matrimonio (ieri una liaison) tra Nicolàs Sarkozy e Carla Bruni.
Un'altra profezia!
Non leggo più, invece (da tempo), un editoriale, un corsivo, una lettera purchessia, di rimpianto delle capacità profetiche di alcuni nostri intellettuali scomparsi: prima d'ogni altro, Pier Paolo Pasolini e Leonardo Sciascia.
Ricordate il discorso sui capelloni, su Valle Giulia, sul '68? Le polemiche su Moro, sulle BR, sul Pci e sulla Dc, sulla lotta alla mafia?
Ahi, quanto ci mancano, si leggeva, un tempo!
Nella memoria dei giorni scorsi, galleggia solo la citazione distratta, e priva di allegati, di un breve passaggio di un discorso pubblico di Niki Vendola, nel quale, il prossimo probabile candidato a Premier della Cosa Rossa (la Cosa non era una film di fantascienza?), tesseva l'elogio delle capacità profetiche del repubblicano Alberto Arbasino, che in un suo libro del 1980, "Un Paese senza", disegnava (ieri) l'Italia che (domani) sarebbe stata (oggi).
Il fatto, mi dico, è che i giornali servono oramai solo a raccontare quel che sta dietro, e non sanno più raccontare quel che c'è davanti.

2 commenti:

Gerypa ha detto...

La Cosa purtroppo era un film horror... E ho detto tutto.

Davide Camarrone ha detto...

E "E ho detto tutto" era di Peppino De Filippo. Che era meglio di suo fratello.