domenica 3 agosto 2008

AGRODOLCE

Senza la voce di Olivia Sellerio, senza la maestria di un compositore come Andrea Guerra, senza l'arrangiamento straordinario di Pietro Leveratto, non avrei saputo mettere una parola dietro l'altra. E invece, verso dopo verso, è venuta fuori una canzone: scritta, limata e riscritta cento volte, intramata di omaggi segreti, di allusioni. Occhi neri come il vino, si chiama. Ed è la sigla di Agrodolce.

Agro e dolce vento che
Ci separa ci avvicina
E resto qui a vegliare il mare
In quest’onda che risale
Sulle mie rive tu ritornerai…

Siamo isole lontane,
arcipelago nel mare.
E nel mare, c’inseguiamo noi.

Se trovassi le parole per cantare,
questa gioia che s’avvera...
Senza vele né bandiera
Potrei ancora navigare.
Trovassi le parole, come nuvole,
su questo mare
farei piovere le lacrime
che oramai non so più piangere.

Agrodolce amore che,
canta forte sopravvento.
Uva che matura al sole,
miele arancio dentro il cuore.
E gli occhi tuoi li vedo amore ormai…

Occhi neri come il vino,
come l’alba trova il mare.
Nel soffio del maestrale tornerai…

4 commenti:

ginoilsalumiere ha detto...

Bella davvero... specialmente in questo pomeriggio d'agosto...

Gerypa ha detto...

Complimenti, maestro!

La Casa Gramatica ha detto...

bellissimo testo...

Davide Camarrone ha detto...

Tutti i complimenti fanno piacere. Ma uno che arriva da La casa gramatica m'incuriosisce. Che significa questo nickname? Chi si cela quest'insegna straordinaria?