sabato 9 agosto 2008

SPOT DI TIRANNIA

La propaganda, il partito principe, il centralismo contro le autonomie, il sostegno ai regimi autoritari africani e orientali, la galera per il dissenso, la repressione religiosa, la pena di morte, il controllo sul web e la censura dell'informazione.
La Cina è questo e altro ancora, e ieri ha dato vita ad un'impressionante manifestazione di potenza: una sfilata di indossatori di maschere felici, perfetti esecutori di un copione totalitario sotto lo sguardo vigile del dittatore coreografo. Con la trovata simbolica del confucianesimo a sostituire i miti rivoluzionari, e Steven Spielberg a sceneggiare lo spot più macabro del ventunesimo secolo: con l'elencazione dei primati culturali e la fiaccola che passava dalle mani dei primi vincitori cinesi delle Olimpiadi a quelle del primo ginnasta imprenditore dell'immenso paese.
Uno spot che sottintendeva un solo messaggio: un quarto dell'umanità è cinese, e su quel miliardo e trecento milioni di persone vegliano due milioni e mezzo di soldati che sfilano ancora al passo dell'Oca, reggendo la bandiera rossa.
Sembrava di assistere alla sfilata inaugurale delle Olimpiadi del 1936 a Berlino.
Speriamo in un nuovo Jesse Owens.
Post Scriptum Non è un caso che in queste ore sia scoppiata una guerra vera: tra la Russia e la Georgia. Altro spot, a significare che anche Putin fa sul serio.

Nessun commento: