venerdì 22 giugno 2007

L'ANNOZERO DELL'AMBIENTE


Su Annozero, ieri sera, Francesco Rutelli ha detto una cosa importante: investire nel risanamento ambientale conviene; a tutti quanti, ovviamente, ed agli imprenditori.
Jacopo Fo, quasi a fargli eco (pure se, ne sono convinto, ciò era lontanissimo dalle sue intenzioni), raccontava di numerosi positivi esperimenti di risparmio ambientale: le luci delle città, a Padova, sono state sostituite con altre a basso consumo, con gran vantaggio delle tasche dei cittadini e dell'aria che gli anzidetti respirano.
Se ne ricava, dalla trasmissione di ieri (e a ben guardare, da quel po' di dibattito che si fa sull'argomento: pochissimo, ancora), che la priorità Ambiente è in grado di destrutturare le vecchie categorie della politica, e di mobilitare intelligenze le più disparate, in nome di una nuova idea, di un nuovo ideale.
L'ambientalismo non è più una categoria.
Non può essere un solo partito.

4 commenti:

Luca ha detto...

Talvolta, però, a seconda dei soggetti, parlare di "intelligenze" può essere fuorviante.

Davide Camarrone ha detto...

Rinvio ai due post sciasciani sul "cretino". Negli anni, però, mi son convinto della necessità di una posizione radicale: la rinuncia unilaterale a dar del cretino al prossimo. In caso contrario, rischieremmo di dare il via ad una guerra della quale, con ogni probabilità, non vedremmo la fine.

Michele ha detto...

Perché parli di guerra con ogni probabilità senza fine?
Sciascia aveva ragione, ma se da un lato non si può dare facilmente del cretino al prossimo, è anche vero che ci sono persone di cui non si può parlare di "intelligenze". Se escludiamo l'etimo latino, almeno. E lascio perdere facili richiami alla stupidità umana di Einstein, uomo forse un po' troppo di parte :)

Davide Camarrone ha detto...

Il cretino non sa di esser tale. Pensa di esser più capace di te, più pronto a cogliere "l'essenza" delle questioni, o ad escludere, al contrario, ogni rilevanza delle questioni medesime.
E' suscettibile. Motivato.
Immagina che vi sia qualcosa di più importante della tua idea: la sua.
Fin qui il cretino in potenza: limitato dalle convenzioni, dalle leggi.
Il cretino in atto, che si slega da ogni vincolo, è incontenibile.
Se si innamora di un ideale (ossigeno per palloncini: senza, si sa, s'afflosciano), ad esso può anche sacrificare una vita.
Dinanzi a questo passo ("Sacrificherò la mia vita?"), certi cretini hanno un momento di resipiscenza.
Altri, la maggioranza, all'interrogativo morale se l'ideale valga una vita, rispondono che ne vale molte: tutte le altre.
I cretini sono l'arma di distruzione di massa più potente al mondo.
Occorre molta prudenza nel trattare con loro.